giovedì, ottobre 19, 2017
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Allergie e intolleranze alimentari: diagnosi e terapia

Il test di esclusione alimentare è il più specifico per confermare una diagnosi di allergia alimentare, la celiachia può essere diagnosticata con certezza solo dopo biopsia intestinale, mentre per l’intolleranza al lattosio si ricorre al breath test.

Primo step: escludere cibi potenzialmente allergici

Il cibo in grado di scatenare allergia alimentare deve essere completamente escluso dalla dieta per scongiurare gravi conseguenze: le arachidi, per esempio, se responsabili di allergia possono indurre shock anafilattico.

Verificare se nella famiglia i genitori risultavano allergici e a quali cibi o sostanze

Per fare diagnosi di allergia alimentare è indispensabile, innanzitutto fare un’anamnesi scrupolosa del paziente e della sua storia famigliare: si è visto che i bambini con un genitore allergico sono due volte più a rischio dei bambini con genitori senza storie di allergie; se entrambi i genitori sono allergici la probabilità di allergia nel bambino aumenta da 4 a 6 volte.

Descrivere i sintomi

Quando si sospetta allergia alimentare è di fondamentale importanza saper descrivere accuratamente la tipologia e la frequenza dei sintomi e quando si manifestano soprattutto in riferimento temporale a quello che si è mangiato.

Test ematico per verificare se esiste un’allergia

Per confermare il sospetto dell’esistenza di un’allergia si può effettuare il test ematico per la ricerca delle Immunoglobuline E (IgE ): questo è un test di screening, non fornisce informazioni sull’agente che provoca la liberazione delle IgE, ma se il suo esito è positivo permette di affermare che si soffre di una qualche forma di allergia.

Rast Test: per verificare se l’organismo produce anticorpi verso specifici cibi

I Rast test sono sempre test ematici che permettono di verificare se vi è produzione di anticorpi nei confronti di determinati alimenti: può succedere, però, che si assista alla produzione di anticorpi anche per alimenti verso cui non vi è allergia, ma che sono strutturalmente con quelli verso cui si è effettivamente allergici.

Questi test, dunque, anche se molto sensibili possono fornire dei risultati definiti vome falso-positivo.

Prick Skin Test: iniezione di una proteina del cibo ed osservazione della reazione

Anche il Prick Skin test può fornire risultati falso-positivi: consiste nell’inoculare sottopelle una proteina specifica dell’alimento da testare; se si verifica liberazione di istamina nella sede di iniezione compare rossore e prurito.

Test di provocazione alimentare

Il test di provocazione alimentare è il più specifico per attestare un’allergia alimentare: va eseguito sotto stretto controllo medico, anche in ambiente ospedaliero se si teme una grave reazione allergica e consiste nel somministrare l’alimento sospetto al paziente per osservarne le eventuali reazioni.

Dieta di eliminazione

La dieta di eliminazione, infine, può essere consigliata se il Rast o il Prick test sono positivi: in questo caso gli alimenti che hanno reso positivi i test per un periodo compreso fra le 2 e le 4 settimane.

Se in questo intervallo temporale si osserva un significativo miglioramento nella sintomatologia del paziente, si effettua un test di provocazione alimentare e se anche questo fornisce un esito significativo si escluderà definitivamente quell’alimento dalla dieta.

In caso di intolleranza alimentare, invece, eccezion fatta per la celiachia e l’intolleranza ai solfiti, non è necessario escludere a priori l’alimento incriminato, perché in genere, ogni persona, ne sopporta piccole quantità senza avvertire alcun disturbo.

Diagnosi della intolleranza al lattosio

La diagnosi di intolleranza al lattosio può essere fatta mediante il breath test: se il lattosio non viene correttamente scisso dall’enzima lattasi, nell’intestino verrà trasformato in idrogeno, metano e anidride carbonica che in parte per via ematica vengono trasportati ai polmoni.

Con il breath test si va a misurare la quantità di idrogeno che viene espirato prima e dopo una somministrazione di lattosio in modo da valutare l’effettiva carenza di lattasi.

Una volta accertata l’intolleranza si deve stabilire il valore soglia oltre il quale il lattosio non è più tollerato: il modo migliore per farlo è attraverso la lettura delle etichette alimentari che indicano quando e quanto lattosio è presente e attraverso il metodo del trial and error (letteralmente prova e sbaglia!).

Diagnosi della celiachia

Per quanto riguarda la diagnosi di celiachia, invece, se si sospetta la malattia si devono effettuare dei test sierologici che se positivi fanno confermati dalla biopsia intestinale che senza probabilità di errore può confermare o meno la celiachia; in questo caso l’unico modo per risolvere il problema, almeno fino ad oggi, consiste nell’adottare una dieta senza glutine.

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